Puppae

Il punto di partenza della serie Puppae è il manichino sartoriale inteso come figura neutra e preformata. Privo di gesto individuale, di mimica e di espressione personale, esso si sottrae a ogni caratterizzazione e diviene una superficie disponibile alla luce. Il corpo non è più inteso come soggetto, ma come forma, come struttura, come luogo di proiezione.

Attraverso la riduzione emerge la presenza. Nell’ombra la forma prende consistenza, acquista peso e tensione. La luce non serve a rivelare, ma a delimitare; non a spiegare, ma a dare contorno. In questo spazio di sottrazione, tra visibile e occultamento, la figura si afferma come costruzione formale e come stato percettivo.

Torna in alto